
La Pierangelini è sempre molto attenta a coloro che, per un motivo qualsiasi, sono considerati "diversi", infatti anche nell'altro libro "A jatta" racconta una tenerissima storia d'amore tra un uomo e "una figura dalla misteriosa identità sessuale", un libro commovente.
In questo suo ultimo romanzo invece, l'autrice racconta la triste storia di Leda che, a causa della sua malattia, rappresenta una vergogna per la famiglia ed è costretta a sopportare una vita senza alcuna prospettiva, nascosta agli occhi di tutti e costretta, da un padre-padrone, anche ad un matrimonio d’interesse con un uomo che, appena terminata la cerimonia, va via dal paese e torna solo se ha bisogno di denaro.La curiosità morbosa dei compaesani e le battutine sottovoce che circolano per il paese sul suo conto hanno un unico aspetto positivo: quello di incuriosire un poeta, l'unico che si avvicina a lei con uno spirito diverso e che, al momento opportuno, riesce in qualche modo ad aiutarla a dare un senso alla sua triste vita. Il finale non è un lieto fine, perchè non avrebbe avuto senso e non sarebeb stato credibile, è piuttosto l'unico che realmente ci si poteva aspettare in una storia così.
Triste ed intenso, anche questo romanzo della Pierangelini mi è piaciuto molto, anche perchè ha un modo di raccontare molto diretto ma allo stesso tempo delicato, è molto brava nell’esprimere sentimenti ed emozioni e le sue descrizioni sono sempre precise ed accurate. Altra cosa che apprezzo inoltre, è l'uso di frasi dialettali nei dialoghi che risultano così più veri e trasmettono con maggiore immediatezza ciò che il personaggio sente. Molto bello.

































