domenica 31 ottobre 2010

Finalmente.... è finita!!

E si ragazzi, come si dice in questi casi? E' stato lungo e difficile, ma alla fine ci sono riuscita: mi sono laureata!!
Ovviamente, la foto è storta per colpa mia, ma quello è un dettaglio ;)
Vorrei dire che ora sarò più presente, che scriverò più spesso e pure che metterò un sacco di cose intelligenti ma... la verità è che non ne ho più alcuna voglia. Ho finalmente terminato gli studi ma, nel frattempo, tanti altri impegni nuovi sono sorti e così, non ho più tanto tempo né idee per riempire in un modo utile o almeno simpatico questo spazio, quindi... chiudo qui!

Magari prima o poi torno, come è già successo in passato, ma per il momento vi saluto.
Chiunque abbia voglia di tenersi in contatto con me, potrà farlo ugualmente:
- tramite

- tramite la mia libreria su


- tramite la pagina dedicata a Libri e Recensioni (che gestisco io) su

Un caro saluto a tutti, un abbraccio e spero di sentirvi presto, con qualsiasi mezzo :)

giovedì 14 ottobre 2010

Il barboncino bianco di Frank Spada

Ciao a tutti, mi sto appassionando ai racconti brevi, merito di certo dell'autore e così, come già ho fatto qualche tempo fa per "L'altra", condivido con voi queste righe di Frank, il cui ultimo libro "Dimmi chi sei Marlowe. Cinque sensi e un'anima" è in uscita proprio in questi giorni, magari vi appassionate come me :)

Il barboncino bianco di Frank Spada

Mi sono sempre piaciuti i film americani. Soprattutto mi piace fissarmi sulla possibilità che finisca in modo imprevisto, anche se già dal primo minuto, il più delle volte, si conosce il colpevole. Questa volta poi, con Johnny Deep davanti al magnifico Spinotti c’era poco da scoprire, anche se il saltellante ta-ta-ta dei Thompson… che immagini! Esco dalla sala, mi affaccio al Camparino e incontro Fred al banco. «Per me uno scotch, liscio eh!» faccio al barman, e Fred mi dice che è in partenza per Courmayeur e di nuovo… e come se quel giorno fosse oggi, quella vecchia storia si dipana dall’inizio e mi riporta agli occhi una vacanza di lavoro e una brunetta che… ora vi racconto.

Piena estate e puntavo dritto a ovest, verso la riviera. Code, stazioni di servizio e con la radio accesa e il turbo-diesel su di giri arrivai dove dovevo. Il fumo tra le dita, un drink, e mi presentai in scena. E qui, occhio a lato: un incantevole bikini rosa-arancio appeso a un impettito fondoschiena. Un buon inizio, mi dissi, e controllai se anche lei imboccava. Ok, e pensai a dopo. Intanto dovevo fare il paio con Fred, uno che di cognome fa Besozzi, il titolare di persona di un incarico, che mi aveva telefonato il giorno prima chiedendo di raggiungerlo per dargli una mano. Lui doveva rientrare a Milano – motivi di famiglia, aveva detto – dovevo sostituirlo per controllare i movimenti di un uomo che passava le giornate sulla spiaggia di Cap Doreé sdraiato su un lettino. Ragguagli e trascorsi personali degli interessati anticipatimi al passaggio di consegne dal mio amico, un detective privato, come me.

Il tizio da badare, un brizzolato senza figli con un ricco patrimonio a largo raggio, dopo la morte della prima moglie si era risposato per cullarsi la vecchiaia in compagnia. La seconda – la committente dell’incarico – da giovane faceva la cassiera in un cinematografo a orario continuato: 18-02, vecchi film americani in bianco e nero, e spettatori in cerca di ricordi. Una sera che pioveva, e il benestante si sentiva malinconico e ancora in lutto, entrò in quel cinema. Pagò il biglietto a una brunetta in cassa e poi un commovente servizietto fattogli dopo l’ultimo spettacolo in un bilocale che lei condivideva con un’amica che amava stare in casa: lui… incantato con il portafoglio in mano! Da lì, i due iniziarono a incontrarsi anche da soli; meno di un mese e la giovane cassiera andò a vivere nel superattico dell’uomo in via Manzoni. Fede al dito e la fantasista strappalacrime lasciò il suo stringato guardaroba alla coinquilina rimasta a bocca asciutta a sputare dentro un water. Da allora, e all’inizio di ogni estate, la coppia si trasferiva in una villa con piscina che lui possedeva a Cap Ferrat. Notturni in camere separate e a fine stagione rientravano a Milano – lei, però, da tempo non si commuoveva più nemmeno se la Madonnina lacrimava di nebbia. In ogni caso, il marito permetteva alla moglie di fare tutto ciò che voleva, fuorché andarsene via dal matrimonio. Pena: una clausola in un testamento notarile dov’era previsto che lei non beccasse più di quattro spiccioli se lo avesse abbandonato, o se lui fosse morto per cause innaturali; il resto… devoluto alla Casa dei Miracolati di Segrate. Il tizio stabiliva giornalmente il fabbisogno personale della sua compagna, metteva il denaro in una busta e la infilava con signorilità sotto la porta della camera da letto – la somma variava a seconda dell’umore.

Alla base dell’incarico, dunque, c’era un marito previdente sempre in attesa di non essere deluso, e la volontà della moglie di tenerlo sott’occhio dal sorgere del sole fino al tramonto su una spiaggia. Avvenimenti premonitori, o fatti accidentali in linea col programma, dovevano essere immediatamente comunicati di persona al proprietario del Caraibi Bar – un amico della donna che forse provvedeva a caricarle gli interessi per sovvenzionare le spese necessarie a dar corso alla faccenda: intuire per tempo se il tizio benestante si decideva a entrare in mare per l’ultima nuotata, permettere a sua moglie di mettere nero su bianco una scrittura, lasciarla subito dopo in mano al funzionario di una banca riservata e vivere il resto della vita con una rendita miliardaria.

L’azione del detective era diretta a percepire, con intuito e sufficiente anticipo, quando il tizio sotto mira avrebbe smesso solo di provarci, e poi tornare a riva, asciugarsi dopo l’ultima nuotata e rientrare a casa.
La brunetta, una quarantenne gambe lunghe, tornita come un tentacolo di piovra, – vista in un incontro in previsione del passaggio di consegne – era una donna senz’altro più decisa su come agghindarsi leggera lungo i fianchi, che a dar aria alle lenzuola – abitualmente lo faceva all’una del pomeriggio. E infatti… arrivò all’appuntamento fissato per le tre due ore dopo. Slogato al polso, a forza di guardare l’orologio, lei mi sbirciò dagli interni di una Jaguar spider mascherando la sorpresa. E quando Fred le accennò i motivi che lo obbligavano a rientrare in città… mi pare ancora di vederla: furibonda per come si mettevano le cose, allungò fuori della portiera le movenze e fu lì per togliergli l’incarico su due piedi. Io, d’altronde, osservandole le scarpe, avevo capito al volo che la donnina era stanca di aspettare e che l’idea di rinviare ancora il lutto stretto le era insopportabile. La sua impazienza? Un fenomeno, certamente non raro, di sincronia tra andatura del bacino, tacchi alti e sfrenata cupidigia. Il Besozzi mi presentò in dialetto meneghino, dicendole che ero uno di cui poteva fidarsi, e il lavoro proseguì. Prima di darmi le ultime consegne, seduti noi due soli in un bar con due Pernod, Fred mi disse che la donna aveva architettato un piano forse fantasioso, inappuntabile però; per la qualità della materia prima che lei stessa avrebbe fornito.

Si trattava, in sostanza, di un meccanismo inesorabile, un pensiero a molla che lei stava caricando già da po’, anche a Milano, dove la brunetta esercitava la sua mente dal parrucchiere e poi la affinava al caldo sotto gli occhi della manicure. La sua femminilità? Quella di un killer che poteva uccidere la vittima a distanza; scoprendo ad arte qualcos’altro, oltre le gambe per mettersi lo smalto ai piedi.
Il congegno sarebbe scattato perché il marito era pazzo di lei; fatto, in genere, di per sé già grave, ma in questo caso aggravato da una forma persecutoria di eroismo esistenziale che il marito aveva maturato nuotando in mare aperto: l’unico suo sport, il preferito. Quanto al suo amore per la donna… un abbaglio della vita.

Fred mi confessò che la cosa un po’ lo imbarazzava, ma che la tizia pagava bene. Un altro Pernod e lui aggiunse, ma si rifiutò di dirmi come, o da chi aveva saputo i retroscena, che lei lo sfidava a raggiungere a nuoto uno scoglio… diciamo piuttosto lontano dalla spiaggia, e documentarle il fatto, se voleva in cambio… non mi dilungo nei particolari, perché la fantasista era una che ci sapeva fare. La donna lo tormentava in modo raffinato, soprattutto prima del sorgere del sole. Lei rincasava dalla serata trascorsa in qualche letto d’avventure e lui russava seduto in soggiorno con un barboncino in braccio. «Bello mio, sei finitooo!», gli diceva; prima sottovoce, soffiando a intervalli regolari le parole con le labbra accostate all’orecchio del buon uomo, e prolungando l’ultima vocale sullo stato delle cose, poi aumentando ritmo e tono fino a gridarle a squarciagola – terminava il suo buongiorno con un urlo da far accapponare le ossa a un morto, accentuando con forza solo l’iniziale complimento nella speranza di fargli venire un colpo. Poi la donna proseguiva con l’ultima azione di rilievo: curve sibilanti in mostra alleggerite con perfidia esercitata, e indossava la seta della notte andando a letto a sognare l’indomani in solitudine. Mentre il poveretto… la malinconia dei pantaloni bagnati perché il barboncino gliela faceva addosso.

Nell’attesa degli eventi, io ero lì per anticipare alla brunetta la notizia che il suo caro si era sbracciato in mare così in là che ormai non si vedeva nemmeno con il binocolo che portavo a tracolla, e che lei poteva agire, prevenire il rischio delle formalità di legge che avrebbero seguito una donna in lutto dietro a una bara in Francia, che poteva essere anche vuota se il corpo non veniva ritrovato, quindi manovrare un’infilata di scatole cinesi e voilà: les jeux sont faits!

Lui faceva il bagno due volte il giorno, mattino e tardo pomeriggio, e trascorreva il resto delle ore in spiaggia sdraiato sul lettino, a leggere o guardare il mare – lo scoglio, quello da raggiungere nuotando, era l’aldilà agognato per lui dalla moglie. Comunque, nelle pause d’attenzione mettevo a fuoco gli occhi su quel bikini – un habituè del posto – per controllare se imboccava il fumo e chiederle se mi faceva accendere. Ne tenevo molti altri sotto osservazione; a volte però, sul lavoro, non porto l’accendino. Un pomeriggio, mentre il cielo si faceva rosso di vergogna nell’imminenza dei miei abbandoni all’ombra della luna, l’uomo ci provò e io lo agguantai con il binocolo! E lui, che si era girato per un’ultima occhiata verso riva, fu colpito dentro gli occhi dall’accecante doppio lampo delle mie lenti sagomate, puntate proprio verso il sole, basso, a pelo d’acqua dietro la sua testa. Quel riflesso lo ferì tanto da farlo rientrare. Arrivò sul bagnasciuga piuttosto stanco. Io riportai lo sguardo sulle dune rosa-arancio sparse in giro e lui si appisolò sul suo lettino. Dopo qualche giorno, Fred venne a darmi il cambio e tornai nella calura di Milano con il contante pattuito. «È mai possibile!» dico; e tolgo il ghiaccio con due dita, mentre l’amico mi dice che quel tizio è morto l’anno scorso e che la donna si è messa con un altro, un uomo meno tenace del marito – trovato nel soggiorno in via Manzoni, in una poltrona, assorto nei pensieri attorno a un foro sulla tempia con una pistola in mano e un barboncino bianco che gli guaiva accanto. Ora lei prova con questo, un appassionato dello sci: Fred partirà munito di catene.

domenica 19 settembre 2010

Niente paura...


Ciao ragazzi,
se per caso state pensando di andare al cinema a vedere il film di Ligabue aspettandovi, appunto, un film, vi sbagliate di grosso. "Niente paura" è qualcosa di molto diverso, è un documentario che raccoglie una serie di riflessioni su come siamo e come eravamo (citando il sotto-titolo) su argomenti di estrema attualità.

Dal razzismo alla mafia, dall'eutanasia al terrorismo, dai disabili al lavoro, i pensieri di Luciano e di altri personaggi (Margherita Hack, Fabio Volo, Beppino Englaro, Don Ciotti, Javier Zanetti, Carlo Verdone, Paolo Rossi, solo per citare alcuni dei nomi noti) scorrono, accompagnati dalla musica del Liga e dagli articoli della Costituzione, che ci ricordano i valori fondamentali della Repubblica che, troppo spesso, restano solo su carta!

Tra interviste, spezzoni di tg, musica e ricordi, si arriva al finale quasi senza accorgersene, ma alcune scene e le relative riflessioni non lasciano indifferenti. Dalla strage di Bologna alle uccisioni di Falcone e Borsellino, all'uscita dal cinema mi sono accorta che Ligabue ha decisamente raggiunto il suo obiettivo: provocare una riflessione sul nostro attuale modo di vivere che, ammettiamolo, di civile ha davvero poco, considerato lo scarso rispetto dei valori umani che oggi sono, troppo spesso, messi da parte.

Davvero interessantissimo, vi consiglio di vederlo!


venerdì 10 settembre 2010

Rientro positivo

Ciao ragazzi, se per caso pensavate che fossi stata risucchiata dalle onde, devo deludervi, sono qui... e sono rietnrata alla grande!!!
Ieri ho sostenuto il mio ultimo esame all'università, management finanziario e gestine dei rischi, che è andato benissimo: 25. Ormai sono agli sgoccioli e, se non ci saranno problemi di altro tipo, a ottobre mi laureo e poi sarò finalmente
Si sente l'entusiasmo? Mi sa di si e quindi.... un abbraccio entusiasta a tutti!!

giovedì 19 agosto 2010

Ferie....

Alla fine sono arrivate anche per me... quando tutti tornano, io vado finalmente in ferie!! Non saranno esattamente rilassanti perchè tra viaggi, studio e matrimoni vari gli impegni non mancheranno ma... vado pur sempre al mare! Un abbraccio a tutti e ci si rilegge a settembre!

lunedì 9 agosto 2010

L'altra di Frank Spada

Ciao ragazzi,
stavolta provo con qualcosa di diverso, vediamo se incontra i vostri gusti. Si tratta di un racconto breve scritto da Frank Spada, già autore del bellissimo "Marlowe ti amo".

In attesa del secondo libro della serie, che speriamo arrivi in autunno, vi invito a leggere questa. Sono certa che dopo avrete voglia di conoscere meglio l'autore!

L'altra di Frank Spada
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Arriva a casa. Inghiotte qualche pastiglia, si corica in fretta. La testa sotto le coperte e si allontana da se stessa, ancora. Addormenta il sangue, il suo respiro, e un filo si riannoda nella mente con un sogno, e le parole roche della madre le raccontano la storia, il segreto di quei giorni vissuti all’ombra di qualcuno.

Coni di luce di lampioni e alberi spogli – il resto è nebbia, impenetrabile. Le foglie intrigano il percorso, lo scricchiolio delle scarpe, sopra quel tappeto, la distrae dal ricordo di un autunno anticipato, accartocciato, in piena estate. [Continua a leggere]

domenica 25 luglio 2010

Ultimi. Inchiesta sui confini della vita - Rita Pennarola

Buongiorno ragazzi, quella di oggi non è una mia recensione, perchè non ho ancora avuto modo, purtroppo, di leggere questo libro che parla della difficile questione dei trapianti.

Quel che volevo fare, quindi, è segnalarvi l'articolo-recensione di Roberto Fantini, scrittore ed artista di cui ho invece letto e recensito "La morte spiegata ai miei figli".

Vi consiglio davvero di leggere sia il libro che ciò che scritto Roberto, perchè è un argomento importante e perchè ne vale realmente la pena. Trovate l'articolo qui:
"Quello che non sappiamo sui trapianti di organi".

Buona lettura e un saluto a tutti voi.

giovedì 8 luglio 2010

Il traguardo si avvicina...

Ragazziiiiii, lo so che ultimamente ci sono davvero poco ma... ieri avevo l'esame di diritto commerciale, un esame piuttosto difficile ma... è andata più che bene, dato che ho preso 27 ed ora... siamo ae come potete immaginare sono molto ma molto ma molto felice!

lunedì 21 giugno 2010

A-Team

Ciao ragazzi, chi di voi non ricorda la mitica serie TV "A-Team" di qualche anno fa (ok, un bel po' di anni fa in effetti ma... non sottolineiamolo!!)? Ovviamente, apprezzarla o meno dipende dai gusti e devo dire che a me piaceva parecchio, mi facevano troppo ridere quei quattro matti e allora sabato, complice un impegno serale di mio figlio per un compleanno, me ne sono andata al cinema con mia figlia.

In verità, mia figlia prima aveva proposto un altro film, non ricordo il titolo ma era qualcosa sulla vita del poeta J. Keats, perchè a lei interessa tutto quel che ha attinenza con Londra, solo che... ehm... non era esattamente il mio genere, ecco O_o

Alla fine, abbiamo deciso per questo e devo dire che: E' STATA UNA GRANDE SCELTA!

Il film è piaciuto molto anche a lei (tanto che mi ha chiesto di comprarlo in dvd quando esce, per poterlo rivedere) e devo dire che sono state due ore piacevolissime e divertenti!

Per una volta, il film non ha stravolto tutta la storia ma ricorda perfettamente la serie televisiva, inoltre all'inizio c'è una sorta di presentazione dei vari personaggi per farti rientrare nello spirito del film e anche la trama è interessante. Mi è piaciuto molto inoltre la costruzione che hanno fatto per spiegare gli attacchi e quei passaggi che, spesso, sono un po' troppo confusi e si rischia di restare con le idee poco chiare; in questo caso invece le azioni si svolgono e vengono contestualmente spiegate, per cui è facile capire anche i momenti più complessi e pieni di... esplosioni, spari, attacchi, booom, bammmm, ecc. ^___^

Forse, l'unica cosa che si può dire è che, personalmente, ho trovato Liam Neeson un po' troppo giovane (o forse solo con pochi capelli bianchi!!) nella parte di Hannibal, in ogni caso però, è stato grande e il film è davvero carino. Se vi piace il genere, vi consiglio di vederlo!

giovedì 10 giugno 2010

La morte spiegata ai miei figli - Roberto Fantini

Giusto per cambiare un po', parliamo di libri ^__* ma, a prescindere da quel che si può pensare basandosi sul titolo,questo non è un libro triste, che parla della morte in modo macabro (o bigotto) e che cerca di rincuorare in modo più o meno vago sull'argomento. Niente di più sbagliato!

Questo piccolo saggio è un'opera che affronta il tema della morte da ogni punto di vista, esaminandone i più svariati aspetti: psicologico, emotivo, spirituale, scientifico e altro ancora. Sotto forma di diario dedicato ai figli, l'opera pone domande che, di certo, possono infastidire chi crede (e anche chi non crede), ma che fanno riflettere e, una volta terminata la lettura, non si può non fermarsi a ripensare a certe considerazioni.

A prescindere dalla fede religiosa che ciascuno professa, questo libro pone di fronte a domande che hanno sempre rappresentato un mistero per l'uomo. Fantini affronta infatti, in modo imparziale, temi quali la reincarnazione, la morte cerebrale, la pena di morte, le vite precedenti, i déjà vu e tanto altro, in un libro che, ricco di curiosità ma anche di fatti documentati, grazie ad un accurato lavoro di ricerca, prova ad aprire uno spiraglio di luce su quel che succede "dopo".

Può sembrar strano, ma "La morte spiegata ai miei figli" è un inno alla vita, un libro che ci ricorda che, ci sia o meno qualcosa dopo, l'importante è vivere e far bene ora: se c'è qualcosa, se ne avrà merito; se non c'è nulla, almeno ci si sentirà felici e soddisfatti per come si è vissuto. Un libro che lascia il segno.

C'è inoltre da sottolineare un aspetto non da poco: l'autore ha scelto di destinare i diritti di questo libro alle iniziative di Emergency, quindi comprarlo significa avere un bel libro tra le mani e fare una cosa buona per gli altri! Buone letture ^__*